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IL SOLARE
TERMODINAMICO ITALIANO sito in aggiornamento |
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Pagina aggiornata il 1 maggio 2012 |
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Normative a sostegno del Solare Termodinamico
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Da Aprile 2008 è in vigore il
Decreto Ministeriale 11/04/2008 del Ministero dello Sviluppo
Economico - "Criteri e modalità per incentivare la produzione di energia
elettrica da fonte solare mediante cicli termodinamici". Dopo molti anni di vuoto legislativo (esclusione dal CIP 6 e insufficiente copertura con i Certificati Verdi) il decreto riconosce anche al Solare Termodinamico una serie di incentivazioni come già accade per le altre tecnologie delle fonti rinnovabili. Il Decreto è in parte inspirato alla legislazione spagnola e basato sulle esperienze di ENEA sulla tecnologia dei sali fusi applicata al concept delle parabole lineari. I vincoli introdotti nel decreto favoriscono gli impianti in grado di fornire un servizio di base “medio” pari a circa 2500 ore equivalenti anno; solo gli impianti dotati di un importante storage termico possono soddisfare questa richiesta.
Dopo l'emissione del Decreto 28/2011 in attuazione della Direttiva RED 2009/28/CE, che ha tralasciato del tutto il Solare Termodinamico, le industrie del settore hanno proposto alcune modifiche al Decreto 11/4/2008 al fine di sostenere le piccole e medie iniziative. Le proposte, che sono state in parte introdotte nel nuovo decreto sulle FER elettriche attualmente in discussione (Aprile 2012), dovrebbero permettere di superare lo stallo del Solare Termodinamico in Italia. |
Schema
dell'impianto Archimede basato sull’integrazione tra un campo solare a
parabole lineari a sali fusi e un impianto a ciclo combinato. Questo tipo di
impianto rientra tra quelli riconosciuti idonei a ricevere gli incentivi
previsti dal decreto del 11/04/2008 (fonte
ENEA – ENEL) |
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Sintesi dei contenuti
del decreto 11/4/2008. 1) L’ibridizzazione con
fonte fossile è ammessa senza limiti minimi sullo solar share 2) Gli incentivi sono proporzionati allo solar share annuale: 22 c€/kWhe solare se lo
share solare è risultato minore del 50%, 25 c€/kWhe solare se lo
share solare è risultato compreso tra 50-85% 28 c€/kWhe prodotto se
lo share solare è risultato superiore al 85% 3) gli incentivi sono fissi per 25 anni e possono essere cumulati con il prezzo di vendita in rete 4) l’accumulo termico è obbligatorio per qualsiasi tipo di
impianto, indipendentemente da taglia e concept.
5) La capacità termica minima richiesta è 1,5 kWhth/m² di superficie dei collettori 6) La
superficie minima ammessa è di 7) L’incentivazione
è limitata a 1,5 Mm² di area dei collettori più la potenza installabile entro
14 mesi dopo che il limite di sia stato raggiunto (24 mesi se l’iniziativa è di origine
pubblica). L’obbiettivo è 2 Mm² entro
il 2016 8) Per gli impianti è prevista una valutazione preventiva di ammissibilità da parte del GSE, non impegnativa per la concessione degli incentivi Osservazioni. Il Decreto presenta la particolarità, unica fra le normative incentivanti del ST in vigore nel mondo, di avere contemporaneamente l'obbligo dell’ accumulo termico, dell'ordine di 3 ore equivalenti, e il permesso di l'ibridizzazione con una fonte diversa, anche fossile, senza un limite minimo di share solare medio annuo.
La comunità internazionale del ST considera accumulo termico e ibridizzazione due opzioni sostitutive una dell'altra. Nei fatti l'ibridizzazione, che è comunque quasi sempre necessaria per le esigenze d'impianto, è in grado di garantire la dispacciabilità dell'energia elettrica. L'accumulo termico, che in prospettiva costituisce un elemento di forza del ST, allo stato attuale della tecnologia comporta quasi sempre un aggravio del costo del kWhe solare; questo aggravio è particolarmente rilevante per gli impianti ST di piccole dimensioni, inferiori al MWe, che in tal modo risultano difficilmente competitivi con gli impianti fotovoltaici di taglia simile.
Più in generale l'obbligo della presenza di accumulo termico può essere riguardata come una discriminante rispetto agli impianti fotovoltaici ed eolici ai quali non viene richiesto e che scaricano interamente sulla rete il problema di armonizzare carico e generazione.
L'obbligo dell'accumulo termico limita di fatto le potenziali realizzazioni in Italia a 3 tipologie d'impianto: a) impianti a parabole lineari a sali fusi ( tipo Archimede), b) impianti a parabole lineari a olio con storage a sali fusi (tipo Andasol) ma solo su terreni industriali c) impianti a torre centrale a sali fusi (tipo Gemasolar)
Gli impianti che utilizzano vapore, sia a torre centrale (tipo SP10, o Ivanpah), sia a collettori di Fresnel ( tipo PE 2 o altri) a causa dell'impossibilità attuale di realizzare un accumulo termico efficace, sono di fatto esclusi dalla possibilità di realizzazioni in Italia. L’obbligo dell’accumulo rende
impossibile l’incentivazione anche dei generatori dish – Stirling dato che le
alte temperature a cui lavorano rendono estremamente difficile la
realizzazione di sistemi di accumulo del calore. Il limite minimo di La mancanza di una procedura di
qualificazione IAFR* dell’impianto ST da parte del GSE, rende i progetti
difficilmente bancabili, con notevoli complicazioni nel project financing
degli impianti Nei fatti, a quattro anni dalla sua emissione, si può affermare che i limiti presenti nel Decreto, non hanno favorito lo sviluppo della tecnologia a parabole lineari a sali fusi, che ha conosciuto in Archimede un unico esempio di realizzazione, peraltro avviato per vie e con tempi indipendenti dal Decreto. Con eccezione dell'impianto di test e promozione di ASE presso la propria sede, le iniziative italiane basate su questa tecnologia hanno puntato alla realizzazione di impianti in Egitto, in India e in Portogallo mentre solo recentemente sono stati avviati progetti nazionali che sono quindi a uno stadio molto preliminare. Per contro i limiti hanno impedito la nascita di qualsiasi altro tipo di realizzazione, anche quelle di piccola taglia, che, almeno in una prima fase di sviluppo, avrebbero permesso di acquisire esperienze alle piccole e medie aziende italiane che hanno dimostrato interesse nel settore, e che oltre alla realtà nazionale, puntano ai ben più vasti mercati internazionali.
*IAFR Impianto Alimentato a Fonti Rinnovabili: è la qualifica che gli impianti idraulici, a biomasse o eolici ricevono dal GSE nel quadro delle incentivazioni mediante Certificati Verdi |
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Le proposte di ANEST di
modifica del decreto 11/4/2008. Il Decreto 28/2011 pubblicato il
29 marzo A seguito dell’emissione del Decreto 28/2011, gli operatori industriali del Solare Termodinamico attraverso l’associazione di categoria ANEST, hanno reso pubblica una proposta di modifica del decreto 11/4/2008 rispondente in modo equilibrato delle esigenze del settore e intesa a rimuovere gli ostacoli che finora hanno impedito la costruzione degli impianti.
Le modifiche proposte sono
ispirate al principio che i vincoli debbano essere proporzionati alla
dimensione dell'impianto e debbano tenere conto del grado di “rinnovabilità” dell'
impianto, in modo da rendere il decreto utilizzabile anche dalle piccole e
medie aziende senza pregiudicare le grandi realizzazioni e le prerogative
della tecnologia dei sali fusi e dello storage. In sintesi possono essere riassunte come
segue: Differenziazione
degli incentivi in quattro differenti taglie/tipologie di impianti: – Impianti di
grande potenza: P ≥ 5 MWe – Impianti di
media potenza: 5 > P ≥ 1 MWe – Impianti di
piccola potenza: P < 1 MWe – Impianti Dish
- Stirling: P < 200 kWe Estensione
del concetto di “dispacciabilità” ad impianti ibridizzati con altre FER –
Eliminazione del vincolo dell’accumulo per impianti di media taglia
ibridizzati con FER –
Riconoscimento della tariffa massima per impianti ibridizzati con FER Rilassamento dei
vincoli per impianti di piccola taglia (“booster” tecnologici) – Eliminazione
vincolo accumulo termico – Snellimento
procedure autorizzative Estensione dei
limiti temporali – Estensione del
periodo di validità del sistema incentivante – Estensione del
“Periodo di grazia” Riduzione
vincoli cumulabilità – Aumento dei
limiti di cumulabilità – Cumulabilità, per impianti cogenerativi, con incentivazioni per la produzione di energia termica |
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Le novità per il Solare
Termodinamico nel Decreto attuativo delle FER elettriche (Aprile 2012). Nella proposta di Decreto
Attuativo in elaborazione, attualmente al vaglio della Conferenza Stato –
Regioni ( Aprile 2012), che stabilisce
una serie di importanti novità per i diversi settori delle tecnologie delle
fonti rinnovabili, sono presenti alcune norme che recepiscono in parte le
richieste delle industrie italiane del ST. Art. 4 (Accesso ai
meccanismi di incentivazione ) 4. Per gli impianti
solari termodinamici che entrano in esercizio successivamente al 31 dicembre
2012 continuano ad applicarsi le condizioni stabilite dal decreto del
Ministro dello sviluppo economico 11 aprile 2008 recante criteri e modalità
per incentivare la produzione di energia elettrica da fonte solare mediante
cicli termodinamici, con le seguenti modificazioni al medesimo decreto: a) la tabella 6 è
sostituita dalla seguente:
b) le tariffe
stabilite nella tabella dell’articolo 6 si applicano agli impianti che entrano
in esercizio entro il 31 dicembre 2015; c) non si applicano
i commi 3 e 4 del medesimo articolo 6; d) le tariffe di cui
alla tabella 6 sono ridotte del 5% per l’anno 2014 e di un ulteriore 10% per
l’anno 2015; e) non si applica
l’articolo 8, e trova applicazione l’articolo 26 del decreto legislativo n.
28 del 2011; f) nell’articolo 4,
comma 2: la lettera a) è sostituita dalla seguente: “a) sono dotati di
sistema di accumulo termico con capacità nominale di accumulo non inferiore
a: 1,5 kWh termici per ogni metro quadrato di superficie captante qualora la
superficie captante sia superiore a g) per gli impianti
che utilizzano come unica fonte di integrazione una fonte rinnovabile, il
fattore di integrazione, come definito all’articolo 2, comma 1, lettera g)
del decreto del Ministro dello sviluppo economico 11 aprile 2008, è convenzionalmente
considerato sempre pari a zero. 5.
Con successivo decreto del Ministro dello sviluppo economico di concerto con
il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare possono
essere adottati provvedimenti per l’incentivazione di impianti solari
termodinamici di piccola e media taglia, anche alla luce di eventuali
risultati derivanti dal monitoraggio di realizzazioni finanziate con
specifici programmi per la ricerca o lo sviluppo industriale su tali
applicazioni. Osservazioni: La proposta, punti a), b), c), d), mira ad estendere i criteri di incentivazione
per il ST fino al 2015, con un certo aumento delle tariffe da Il punto e) introduce un significativo miglioramento per gli impianti di
piccola dimensione in quanto l’art. 26 del Decreto 28/2011 consente di mantenere le tariffe incentivanti anche
in presenza di contributi pubblici fino al 30% in conto capitale per impianti
con potenza nominale fino a 1 MWe e del 20% fino a 10 MWe. Per gli impianti
di grandi dimensione tuttavia, il punto e) costituisce un peggioramento che
controbilancia idealmente gli aumenti previsti al punto a). In caso invece di impianti ST con
cogenerazione, alimentati da biomasse in regime di filiera corta, il
contributo pubblico può arrivare fino al 40% in conto capitale senza
penalizzazioni sull’incentivazione. Inoltre, per gli impianti ibridi a
biomassa vale quanto stabilito al
punto g): all’energia da fonte
solare è riconosciuta sempre la massima incentivazione,
indipendentemente dallo share solare
sulla produzione complessiva dell’impianto. Il punto f) affronta invece la controversa questione dell’obbligo di
accumulo termico riconoscendone di fatto l’onerosità soprattutto per gli
impianti minori. In pratica viene abolita la taglia minima d’impianto
preesistente di Restano invece invariate le
condizioni per i grandi impianti Infine l’art. 5 rimanda a ulteriori provvedimenti a
favore di impianti di piccola e media taglia che potrebbero aver conseguito
risultati soddisfacenti mediante sperimentazioni finanziate, dando così
possibilità di prosecuzione ad eventuali esperienze avviate o di prossima
realizzazione. In sintesi le proposte hanno
recepito, anche se non completamente, le richieste provenienti dal mondo
dell’industria italiana e risultano incentivanti e facilitanti per gli
impianti di piccola e media dimensione e per i sistemi dish – Stirling.
Risultano particolarmente favoriti gli impianti a parabole a olio minerale,
con temperature di esercizio massime dell’ordine dei
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Altre informazioni sulle normative relative al
Solare Termodinamico: Il testo
del Decreto 11/04/2008 file pdf 84 kb, set 2008 La Tabella delle incentivazioni allegata al Decreto file pdf 9 kb, set 2008 La pagina del sito del GSE dedicata agli impianti solari termodinamici
Come supportare lo sviluppo della filiera italiana sul Solare Termodinamico A. Maccari - Attività della Commissione Tecnica di ANEST - 2011 05 06 SolarExpo 2011 Verona file pdf 0,88 Mb |
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